Affidare le pulizie della propria sede significa far entrare persone esterne nei propri spazi, spesso quando non c’è nessuno, e delegare una parte importante dell’immagine e dell’igiene dell’ambiente di lavoro. Scegliere solo in base al prezzo è il modo più rapido per pentirsene.
Questa checklist raccoglie i 10 punti che consigliamo di verificare prima di firmare un contratto. Vale per uffici, studi professionali, negozi e condomini. Molti punti riprendono i temi di organizzazione del lavoro e sicurezza trattati nel Manuale di Pulizia Professionale.
1. L’impresa è abilitata all’attività di pulizia?
In Italia le imprese di pulizia devono essere iscritte al Registro delle imprese (o all’Albo delle imprese artigiane) per questa attività, secondo la Legge 82/1994 e il D.M. 274/1997. Il decreto prevede anche requisiti tecnici specifici per chi svolge disinfezione e sanificazione. Chiedete una visura camerale aggiornata: è un documento pubblico e richiede pochi minuti.
2. È in regola con contributi e assicurazioni?
Il DURC (Documento unico di regolarità contributiva) attesta che l’impresa versa regolarmente i contributi. Verificate anche la polizza di responsabilità civile verso terzi: se un operatore danneggia un pavimento o un arredo, deve esserci una copertura.
3. Quale contratto di lavoro applica?
Il personale delle imprese di pulizia è inquadrato di norma con il CCNL Multiservizi o con contratti equivalenti. Un’impresa che applica correttamente il contratto ha costi coerenti e personale più stabile: un turnover continuo significa operatori sempre nuovi che non conoscono i vostri locali.
4. Il personale è formato sulla sicurezza?
Il D.Lgs. 81/2008 impone formazione, informazione e addestramento dei lavoratori. Con l’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 la disciplina dei corsi è stata riorganizzata. Chiedete come viene gestita la formazione e se gli operatori sono addestrati all’uso di prodotti chimici, macchine e DPI.
5. I prodotti hanno le schede di sicurezza?
Ogni prodotto chimico professionale deve avere la scheda di dati di sicurezza (SDS) prevista dal Regolamento REACH, con la classificazione di pericolo secondo il Regolamento CLP. Un’impresa seria le tiene a disposizione e le fornisce su richiesta. Se il servizio comprende la disinfezione, i prodotti devono essere disinfettanti autorizzati (presidi medico-chirurgici o biocidi).
6. Viene proposto un sopralluogo?
Un preventivo fatto solo al telefono o sulla base dei metri quadri è un preventivo a rischio. Il sopralluogo serve a capire materiali, ingombri, punti critici e vincoli di orario. Diffidate di chi non lo propone.
7. C’è un piano di lavoro scritto?
Il contratto dovrebbe essere accompagnato da un capitolato o piano di lavoro con l’elenco delle operazioni, le frequenze (giornaliere, settimanali, mensili, periodiche), gli orari e le aree comprese. È lo strumento che vi permette di sapere cosa aspettarvi e di contestare se qualcosa non viene fatto.
8. Come vengono controllati i risultati?
Chiedete come l’impresa verifica la qualità: sopralluoghi del supervisore, schede di controllo, registri dei passaggi. Esistono anche metodi standardizzati, come quello della norma UNI EN 13549, che definisce come misurare la qualità del servizio di pulizia con criteri oggettivi.
9. Chi è il referente e come si gestiscono le assenze?
Serve un referente raggiungibile, che conosca il vostro cantiere. Chiedete come vengono sostituiti gli operatori in caso di ferie o malattia e in quanto tempo viene gestita una segnalazione.
10. Ci sono attenzioni ambientali?
Prodotti con marchio Ecolabel UE, detergenti concentrati con sistemi di diluizione controllata, microfibra che riduce consumo d’acqua e prodotti chimici, raccolta differenziata corretta dei rifiuti prodotti dal servizio. Per gli enti pubblici il rispetto dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) è obbligatorio, ma sono buone pratiche utili per tutti.
Bonus: la sicurezza nei vostri locali
Se avete dipendenti e affidate il servizio a un’impresa esterna, come datori di lavoro committenti dovete coordinarvi con lei sui rischi presenti nei vostri ambienti, come prevede l’art. 26 del D.Lgs. 81/2008. Un’impresa preparata vi aiuta a gestire questo passaggio, invece di ignorarlo.
Domande frequenti
Quali documenti posso chiedere prima di firmare?
Visura camerale, DURC, polizza di responsabilità civile, schede di sicurezza dei prodotti, piano di lavoro con frequenze. Sono documenti ordinari e non dovrebbero creare alcun imbarazzo.
Una cooperativa sociale offre le stesse garanzie di un’impresa tradizionale?
Sì. Le cooperative sociali che operano nelle pulizie hanno gli stessi obblighi di iscrizione, sicurezza e contratto, e in più un obiettivo sociale di inserimento e tutela del lavoro.
Quanto deve durare il primo contratto?
Molti clienti preferiscono un periodo iniziale con possibilità di recesso, per verificare il servizio. L’importante è che durata, preavviso e modalità di revisione siano scritti chiaramente.
Mettici alla prova con questa checklist
Serenità Igiene Salute è una cooperativa sociale dell’Aquila specializzata in pulizie professionali e sanificazione. Siamo disponibili a rispondere a ognuno di questi 10 punti, documenti alla mano. Scrivici dalla pagina contatti o chiamaci al 0862 1956928 per un sopralluogo gratuito.
Fonte: Manuale di Pulizia Professionale di Raffaele Proietti, cap. 10 “Sicurezza sul lavoro” e cap. 12 “Organizzazione del lavoro e comunicazione”.
